
La Casa Circondariale Lorusso e Cutugno di Torino sta lavorando a un progetto di settore nido per la custodia attenuata di mamme detenute assieme ai figli in una struttura al di fuori del muro di cinta: ospiterebbe circa 14 mamme con bambini e potrebbe essere pronta nella primavera del 2011.
Una struttura adiacente al penitenziario, ma fuori dal muro di cinta, che potrebbe essere destinata ai semiliberi e a quello che potrebbe essere chiamato “settore nido”.
La Casa Circondariale Lorusso e Cutugno di Torino, non nuova a sperimentazioni fortunate di riabilitazione attiva dei detenuti e a progetti che coinvolgono nella fattispecie le donne, si appresta a portare avanti una nuova idea, con l’obiettivo di andare incontro alle esigenze delle mamme detenute.
Al momento, è previsto un apposito padiglione della sezione femminile per i bambini fino a 3 anni detenuti con le madri: ordinaria, ma modificata nei colori. “Restano blindi e cancellate – spiega il direttore Pietro Buffa – e, anche se i muri sono verniciati con colori il più possibile vivaci per rendere l’ambiente più accogliente e l’arredo non è quello standard delle celle, si è pur sempre all’interno di un padiglione detentivo femminile”.
Forti della prima sperimentazione a Milano, dove la provincia ha lasciato all’amministrazione una struttura in cui è stato costruito un settore che, pur occupandosi della detenzione delle mamme, fosse il più distante possibile, come architettura, da uno stabilimento carcerario (divenuto poi Icam – Istituto a custodia attenuta per detenute madri con prole fino a tre anni, la Casa Circondariale di Torino si appresta a una sfida simile.
L’occasione si è prospettata quando, aggiunge Buffa, “l’amministrazione penitenziaria ha ottenuto dal demanio, e poi dal Comune, diverse decine di alloggi per il personale. Si è quindi verificato lo sgombero della casa demaniale, adiacente al plesso penitenziario, ma fuori dal muro di cinta. Una palazzina che servirà ai semiliberi, mentre l’ultimo piano potrebbe essere adibito a “settore nido” per ospitare una custodia attenuata per mamme detenute insieme ai figli”.
La base di partenza c’è, ma i lavori sono molti, sia di ristrutturazione, sia di arredamento. Al momento, il penitenziario torinese sta lavorando al progetto di richiesta fondi: tre tranches da 50 milioni di euro, che non sono però sufficienti per una struttura che dovrebbe essere pensata in modo da “richiamare una casa, una comunità”.
Ikea ha già dato disponibilità per arredare la struttura, mentre il Comune di Torino regalerà le piante per il giardino.
Si potrebbe contare sull’aiuto di suore e di volontari già presenti, e il personale da impiegare sarebbe quello esistente.
Un progetto ambizioso, ma non impossibile, tutt’altro. Il calcolo per il nuovo centro è di circa 14 posti mamma-bambino. E i tempi di realizzazione, sulla carta, non sono nemmeno lunghi: dopo il finanziamento, partiranno i lavori, e nella primavera del 2011 la struttura dovrebbe essere pronta. E potrebbe ospitare, anche a Torino, le mamme detenute assieme ai figli in un ambiente più “umano”.