21 novembre 2008
L’antropologa Cecilia Pennacini, per il ciclo di seminari Dall'embrione alla nazione, parla della concezione del genere e della riproduzione nelle società africane precoloniali, sorprendente per complessità e modernità.
Prosegue il ciclo di sei seminari di storia, filosofia, antropologia del CIRSDe - Centro Interdipartimentale di Ricerche e Studi delle Donne presso l’Università di Torino, con il patrocinio della Presidenza del Consiglio provinciale di Torino, dal titolo Dall'embrione alla nazione. Maternità, fecondazione, biopolitiche.
Martedì 25 novembre alle ore 15:30, nella Sala Lauree della Facoltà di Scienze Politiche, Palazzetto Venturi, Via Verdi 25, Torino, si terrà la lezione Il potere del ventre. Ideologie riproduttive e costruzioni di genere nell’Africa dei Grandi Laghi. Interviene Cecilia Pennacini, docente di antropologia all’Università di Torino.
Le società della regione africana dei Grandi Laghi, molte delle quali avevano raggiunto già in epoca precoloniale un notevole grado di centralizzazione politica e raffinatezza culturale, presentano un’interessante concezione del genere, in gran parte incentrata sulla gestione e sul controllo del potere riproduttivo da parte delle donne. Tale potere, che costituisce esplicitamente un valore sociale fondante e imprescindibile, è posto in alternativa al potere politico dei capi e dei sovrani e al potere mistico dei medium, rappresentanti della religione tradizionale. Tuttavia tale concezione, lungi dal fornire un’attribuzione rigida di ruoli sociali a individui biologicamente maschi o femmine, consente invece dinamici e complessi passaggi da un genere all’altro in relazione alla posizione che ciascuno, a prescindere dal proprio sesso biologico, occupa nella struttura sociale o nell’organizzazione religiosa. Esercitare il potere del ventre oppure rinunciare ad esso – la scelta compiuta dalle donne medium o da alcune figure femminili della gerarchia politica – comporta dunque in queste culture una ridefinizione sostanziale della propria identità di genere.
L’ultima conferenza del ciclo è in programma per martedì 2 dicembre, con Eleonora Missana, sull’argomento In nome di Giocasta? Il ripensamento del materno da Luce Irigaray a Judith Butler.
Per informazioni:
CIRSDe
Via San Ottavio 20, Torino
tel. 011.6703129
e-mail: cirsde@unito.it
Il corpo e le donne tra filosofia e antropologia. Un intervento di Cecilia Pennacini dal sito dell’Istituto Gramsci di Torino (DOC – 42 KB)