Emma Schiavon parla del rapporto tra maternità e nazionalismo durante le guerre del Novecento, per il ciclo di seminari Dall'embrione alla nazione.
Prosegue il ciclo di sei seminari di storia, filosofia, antropologia del CIRSDe - Centro Interdipartimentale di Ricerche e Studi delle Donne presso l’Università di Torino, con il patrocinio della Presidenza del Consiglio provinciale di Torino, dal titolo Dall'embrione alla nazione. Maternità, fecondazione, biopolitiche.
Martedì 18 novembre alle ore 15:30, nella Sala Lauree della Facoltà di Scienze Politiche, Palazzetto Venturi, Via Verdi 25, Torino, Emma Schiavon, insegnante e storica, terrà la lezione Un lavoro per la nazione e contro il nemico: maternità e guerra nel secolo breve.
Il discorso politico intorno al corpo fertile delle donne è stato particolarmente esplicito durante le guerre del Novecento, e con la nascita della propaganda bellica il rapporto fra maternità e nazionalismo diviene manifesto. Due aspetti soprattutto lo rivelano platealmente: le politiche a favore della natalità nei dopoguerra e il discorso pubblico intorno alle maternità derivate da stupri di guerra. Con l’invasione del Belgio nel 1914 e in seguito con la ritirata di Caporetto, in Europa e in Italia si dibatte per la prima volta il tema della legittimità dell’aborto in caso di violenza; con una singolare persistenza, tale dibattito viene ripreso, nelle sue linee generali, sino alla fine del secolo.
Questi gli ultimi appuntamenti del ciclo:
Martedì 25 novembre: Cecilia Pennacini, Il potere del ventre. Ideologie riproduttive e costruzioni di genere nell'Africa dei Grandi Laghi.
Martedì 2 dicembre: Eleonora Missana, In nome di Giocasta? Il ripensamento del materno da Luce Irigaray a Judith Butler.
Per informazioni:
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