
L’emergere di posizioni politiche e di pratiche sociali e culturali che mirano a limitare sempre più la libertà della persona umana e che si pongono in aperto contrasto con l’Evangelo, ci hanno spinto a esprimere, in questo documento ciò che pensiamo dovrebbe essere, alla luce della nostra fede in Cristo, la vita politica e sociale del nostro Paese.
Pensiamo che sia in aperto contrasto con l’Evangelo, che predica l’accoglienza dello straniero e la preferenza da accordare a chi è in situazione di disagio e povertà, sostenere una politica in cui si dica: “Prima i nostri e poi gli altri”, come da più parti si è fatto recentemente. Crediamo che solo una politica di accoglienza e di integrazione possa essere utile alla promozione sociale dell’Italia e sia doverosa per chiunque voglia seguire la via di Gesù Cristo.
Pensiamo sia del tutto contrastante con l’Evangelo, che predica la libertà, la responsabilità e anche la sacralità del corpo di ogni persona, sostenere una politica in cui si limiti l’autodeterminazione delle donne rispetto alla propria salute ed alla scelta di una maternità responsabilmente accolta. Sarebbe invece dovere di chi governa la comunità civile promuovere azioni per l’educazione di ogni persona alla consapevolezza e alla responsabilità nell’esercizio della propria sessualità per giungere davvero, come già auspicava Paolo VI nell’enciclica Humanae Vitae, ad una maternità e ad una paternità responsabili.
Pensiamo, inoltre, che contrasti fortemente con l’Evangelo l’assenza di politiche per combattere la violenza contro le persone lesbiche, gay e transessuali e le dichiarazioni che, in ogni forma, tendono a giustificare e ad alimentare questa violenza. Cristo ha predicato il rispetto e l’amore per ogni creatura e ha condannato ogni forma di discriminazione e di violenza. Riteniamo invece sia necessario, per essere coerenti con l’Evangelo, sostenere, con la parola e l’azione, la pienezza dei diritti per le persone con diversa identità di genere e orientamento sessuale.
Pensiamo che si allontani dalla via dell’Evangelo chi sostiene politiche che tendono a frammentare e rendere precario il lavoro, soprattutto dei giovani. Il grido dell’operaio a cui viene defraudato il giusto compenso sale rapido alle orecchie di Dio e non è possibile pensare di costruire una società civile ed equilibrata senza dare ai giovani la sicurezza di potersi guadagnare un reddito adeguato alle proprie aspirazioni di vita personale e familiare.
Con queste motivazioni, un gruppo di persone della Chiesa Valdese di Pinerolo, della Comunità Cristiana di base e dell'associazione Viottoli, sostiene la manifestazione che si terrà a Torino il 19 giugno 2010 dal titolo I diritti sono il nostro PRIDE e ne discuterà i contenuti in un incontro dal titolo Donne e uomini di fede cristiana per i diritti che si terrà giovedì 10 giugno alle ore 21 nel Salone del Laboratorio Parrocchiale in Via S.Lazzaro 3 a Pinerolo.