26 gennaio 2010

Terzo appuntamento di Spose in guerra: il femminile negato nei libri e nella Storia.
Il seminario di studi in cinque incontri è proposto dal Museo Casa Galimberti di Cuneo in collaborazione con l’Assessorato comunale alle Pari Opportunità, e tenuto da Simonetta Bellotti, la studiosa che con Sandra Viada cura il programma guerrae: riflettere sulla guerra, raccontare le guerre. Un percorso letterario che esplorando passato, presente e un po’ di futuro, racconta la condizione delle donne di ieri e di oggi sui molteplici campi di battaglia, reali o metaforici, cui il mondo le costringe. E propone un’indagine sul rapporto tra violenza, guerra e differenze di genere. “Alla cultura di morte della guerra le donne contrappongono la cultura della vita, la cura di sé e degli altri attraverso l’amore, la resistenza agli affanni, il privilegio della relazione umana, la spinta verso un futuro armonico”.
Lunedì 1 febbraio, alle ore 20:30, presso il Museo Galimberti in Piazza Galimberti 6 a Cuneo, Lorella Bono della Biblioteca Civica di Cuneo parlerà di Judith, la sorella di Shakespeare: un problema di cultura.
Il riferimento è a un celebre saggio di Virginia Woolf, Una stanza tutta per sé, in cui la scrittrice si chiede se fosse possibile a una donna raggiungere le vette del genio e immagina la vita di un’ipotetica sorella di Shakespeare con lo stesso talento e ambizione, Judith. A lei sarebbe stata negata l’istruzione data a William e anche le condizioni materiali per poter scrivere, come la stanza che dà il titolo all’opera. Se avesse scritto qualcosa, lo avrebbe bruciato o nascosto, per non essere trattata come una pazza, e comunque se avesse tentato di proporlo a impresari di teatro non sarebbe stata nemmeno ricevuta. Probabilmente le avrebbero imposto un matrimonio e, per evitarlo, sarebbe stata costretta alla fuga. Alla fine di un percorso accidentato e irto d’insidie, d’angosce e di rifiuti, la Woolf pensa che Judith si sarebbe uccisa per disperazione, per angoscia, per mancanza di alternative. Se avesse lasciato qualche scritto, sarebbe stato pubblicato anonimo o con la firma di un maschio.