23 aprile 2009
Le Consigliere di Parità Regionali del Piemonte danno conto della propria attività: dalla tutela contro le discriminazioni alla promozione delle pari opportunità sul lavoro, in famiglia, nell’informazione.
Il Rapporto annuale che le Consigliere di Parità Regionali del Piemonte Alida Vitale e Franca Turco hanno redatto per diffondere i dati sulla propria attività nell’anno 2008 mette in luce un sensibile aumento delle richieste di intervento e denunce per discriminazioni di genere sul lavoro.
Dai 28 dell’anno precedente si è passati nel 2008 a ben 62 casi, di cui 5 di carattere collettivo: le situazioni più frequenti sono state quelle riguardanti la flessibilità dell’orario lavorativo (13 casi), il demansionamento (11) e la cessazione del rapporto di lavoro (10), ma non mancano le discriminazioni a causa di maternità (4) e le molestie sessuali (4). Da segnalare che in 3 casi le vittime di discriminazioni sono maschi.
Oltre a prestare un’attività di primo livello, attraverso l’ascolto e la consulenza, con eventuale approfondimento anche giuridico nei casi più complessi, la Consigliera ha svolto interventi di mediazione per favorire la conciliazione amichevole con il datore di lavoro e in tre casi è è intervenuta in giudizio a sostegno delle azioni legali promosse dalle lavoratrici interessate.
L’incremento dell’attività antidiscriminatoria evidenzia la maggiore conoscenza del ruolo della Consigliera di Parità, come organismo pubblico indipendente che gratuitamente e professionalmente mette a disposizione la propria competenza e può intervenire concretamente per la rimozione delle discriminazioni.
Come del resto per il 2007, anche quest’anno particolare rilievo hanno avuto le richieste di informazioni e di chiarimenti in materia di congedi parentali, in seguito alla diffusione degli opuscoli I nostri auguri tra opportunità e diritti e Agenda Mia.
In collaborazione con il COREP- Consorzio per la Ricerca e l'Educazione Permanente , è stato realizzato il primo corso di formazione per la nuova figura professionale del consigliere di fiducia , destinata ad assumere sempre maggiore rilevanza negli ambienti di lavoro: 17 allieve, dopo un percorso di 42 ore, hanno conseguito il diploma, che oltre al valore simbolico permette di fare parte di un elenco di persone con formazione specifica, dal quale le Pubbliche Amministrazioni o aziende interessate possono attingere.
Anche il corso di diritto antiscriminatorio , attraverso cinque seminari teorici e due simulazioni di cause davanti al Tribunale, ha contribuito a diffondere la cultura della parità e della tutela tra addetti ai lavori, come gli avvocati, non sempre adeguatamente formati rispetto alle questioni di genere.
Le azioni di comunicazione istituzionale e di promozione sono state mirate soprattutto a divulgare l’opportunità per le donne di vedersi tutelate nel riconoscimento della piena parità sia nell’accesso al lavoro che nel proprio ambito lavorativo, oltre che a far conoscere sempre meglio funzioni e servizi delle Consigliere di Parità. Strumenti principali sono stati anche nel 2008 la diffusione gratuita di Agenda Mia dedicata quest’anno al tema degli stereotipi di genere, e delle due pubblicazioni, realizzate nel 2007 in collaborazione con la Commissione Regionale Pari Opportunità, sulle molestie e sul mobbing: Su la testa, giù le mani (PDF, 5,3 MB), strumento divulgativo per informare e stimolare una riflessione, e Diamo gambe ai diritti (PDF, 7,6 MB), manuale giuridico per gli operatori.
La partecipazione a tavoli istituzionali, convegni, gruppi di lavoro, e la tessitura di rapporti con enti locali, organismi istituzionali e attori sociali, si è arricchita nel 2008 di nuove opportunità, come la creazione di una rete con i Comitati e Commissioni Pari Opportunità degli enti pubblici e l’intensificazione dei lavori della Rete regionale delle Consigliere di Parità per valorizzare le buone prassi nei campi di azione privilegiato di queste istituzioni: il contrasto alla discriminazione sul lavoro e alla segregazione di genere in alcuni settori, la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, la prevenzione della violenza sulle donne, la fruizione di congedi parentali e di maternità, gli sportelli antimobbing, la sensibilizzazione dei giovani per una cultura di parità, lo studio sulle lavoratrici migranti sul territorio, la promozione della pari opportunità nello sport, il sostegno alla managerialità al femminile, oltre alla promozione della figura della Consigliera di Parità negli ambiti in cui è ancora poco conosciuta.
Approfondimenti:
Il testo del Rapporto 2008 delle Consigliere di Parità Regionali (70 KB)