Commissione Regionale di Pari Opportunitā

In quest'area del sito trovi informazioni sull'istituzione attiva in Piemonte dal 1986 per la promozione delle pari opportunità tra uomini e donne e la diffusione di una cultura di genere. È inoltre disponibile un archivio di notizie e contenuti relativi all'attività della CRPO


Consigliera di Paritā Regionale

Area dedicata alla Consigliera di Parità, una figura importante a tutela dei diritti di lavoratrici e lavoratori. Opera in Piemonte attraverso una rete di Consigliere a livello regionale e provinciale. È disponibile un'archivio di notizie e contenuti relativi all'attività della Consigliera.






Progetto di ricerca Donne, salute e sicurezza sul lavoro

22 dicembre 2009

=

Salute e sicurezza delle donne nei luoghi di lavoro. Un aspetto spesso sottovalutato o trascurato, ma importante, su cui concentrare maggiore attenzione. Hanno deciso di farlo concretamente la Direzione regionale per il Piemonte dell’Istituto nazionale per le assicurazioni contro gli infortuni sul lavoro – Inail, che ha sottoscritto un accordo con la Consigliera di Parità Regionale, le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil, l’Assessorato alla Sanità della Regione Piemonte Sanità e l’ex Azienda Sanitaria Locale Asl 3, attualmente Asl To2.

L’accordo nasce da alcune considerazioni legate prima di tutto alla composizione della forza-lavoro: in Italia, infatti, negli ultimi dieci anni l’occupazione femminile è cresciuta molto più di quella maschile (+21% contro +8%), superando quota nove milioni. La crescita è proseguita anche nel 2006, quando il contributo delle donne all’incremento occupazionale è stato del 2,5% (224mila unità in più) contro l’1,5% degli uomini (202mila).
A questo stato di cose è corrisposto un aumento degli infortuni delle donne sul lavoro in valore assoluto, come attestano i dati dell’Inail, che evidenziano anche come permanga elevata l’incidenza relativa, cioè in rapporto al numero di occupate, che nel 2006 si attestava al 27,6 per mille.
Il Piemonte, con un’incidenza del 29,7 per mille occupati, superiori alla media nazionale, si colloca al secondo posto tra le Regioni italiane, dopo il Lazio, per l’incidenza del complesso degli infortuni, e in settima posizione per quanto riguarda gli incidenti mortali, con 10 eventi ogni mille occupati.

Oltre ai dati, non bisogna dimenticare che diversi studi epidemiologici hanno evidenziato rischi più elevati a carico delle donne, rispetto agli uomini, di sviluppare alcune patologie correlate al lavoro, tra cui soprattutto malattie muscoloscheletriche, disturbi mentali e asma. Inoltre, l’incidenza sarebbe particolarmente alta nei settori a prevalente composizione femminile, e il rischio di svilupparle rispetto agli uomini ancora maggiore che in settori a composizione mista.

L’accordo s’inserisce bene nella recente legislazione approvata in materia. Il decreto legislativo 81/2008 – Testo Unico sulla Sicurezza ( PDF, 2,9 MB), riordinando tutta la materia relativa alla tutela della sicurezza e salute nei luoghi di lavoro, ha riconfermato in capo all’Inail compiti di informazione, assistenza, consulenza, formazione, promozione in merito, mentre il decreto legislativo n. 38/2000 ha rimodulato e ampliato i compiti dell’Istituto, contribuendo a determinare la sua evoluzione da soggetto erogatore di prestazioni assicurative a soggetto attivo di protezione sociale, orientato alla tutela globale della salute delle lavoratrici e dei lavoratori.

Nello specifico, il protocollo siglato prevede la realizzazione del progetto Donne e Salute e sicurezza sul lavoro, uno studio che si propone di fornire un quadro dettagliato su condizioni di lavoro, prevalenza di esposizione a rischi e stato di salute dei lavoratori/lavoratrici occupati/e nei settori prescelti, informazioni essenziali per programmare interventi preventivi nei luoghi di lavoro, ma non solo. Il fine è infatti anche quello di costruire una banca dati di buone prassi di contrattazione nazionale, territoriale e aziendale in merito al tema della salute e sicurezza delle lavoratrici in Piemonte; fornire elementi di conoscenza per sviluppare relazioni mirate alla valutazione dei rischi e al miglioramento delle condizioni, compresa l’elaborazione delle mappe di rischio aziendali, e finalizzare la contrattazione stessa a tale miglioramento; verificare la condizione di “tutela” territoriale.
Per quanto riguarda la fase attuativa, responsabile del progetto è Graziella Silipo della Cgil, mentre la Consigliera di parità Regionale supplente Franca Turco ha compiti di coordinamento e Giuseppina Roggero è in rappresentanza della Direzione regionale dell’Inail. Al gruppo di lavoro partecipano inoltre: Laura Seidita (Cgil), Roberta Capaldi e Adriana Celotto (Cisl), Anna Maria D’Angelo e Teresa Cianciotta (Uil), Angelo d’Errico e Denis Quarta (Epidemiologia Piemonte), Giulia Coralli (Regione Piemonte).

Partendo dai dati mondiali, europei e italiani, come il primo Primo rapporto Donne, infortuni sul lavoro e tutela delle vittime 2008 dell’Anmil - Associazione Nazionale Mutilati ed Invalidi del Lavoro, e dagli studi epidemiologici su patologie tipicamente femminili, la ricerca si propone come già accennato di mappare e descrivere la condizione della salute e della sicurezza delle donne in Piemonte, in merito ad alcuni settori a elevata occupazione femminile: commercio e grande distribuzione; alberghi e ristorazione, mense incluse; assistenza agli anziani, case di riposo e riabilitazione; assistenza all’infanzia, asili nido; imprese e cooperative di pulizia; trasformazione e conservazione alimenti; industria tessile e dell’abbigliamento. Molte aziende sul territorio appartengono al settore artigiano, per cui si prevede una seconda fase da sviluppare con l’Ente Bilaterale dell’Artigianato in Piemonte.
Gli obiettivi sono inoltre quelli di
descrivere la prevalenza di esposizione ai fattori di rischio nelle diverse tipologie di attività lavorativa, determinare la prevalenza delle patologie legate agli ambienti di lavoro indagati (malattie muscoloscheletriche, disturbi mentali, asma, infortuni, aborti, malformazioni congenite, ridotta fertilità) e valutare differenza di genere nell’esposizione a vari fattori di rischio. I dati ottenuti verranno poi confrontati con quelli riportati da un gruppo di controllo di lavoratori/lavoratrici impiegati in mansioni considerate a basso rischio, costituito da un campione di dipendenti della pubblica amministrazione e operatori sindacali.

Lo studio verterà su un campione di aziende estratte casualmente dall’insieme appartenente ai settori proposti, sulla base del più recente archivio Inail delle attività produttive disponibile e risalente al 2006. L’indagine verrà realizzata per mezzo di un questionario autocompilato per rilevare informazioni socio-demografiche, sulle condizioni di lavoro e sull’esposizione a fattori di rischio occupazionali, sul carico di lavoro e sull’esposizione a fattori ergonomici (cioè legati a movimenti ripetuti degli arti, movimentazione di carichi, posture incongrue, fatica mentale, “disfunzioni organizzative”) nello svolgimento del lavoro domestico, sulla morbosità dei soggetti partecipanti, in particolare su disturbi psichici e patologie muscoloscheletriche. Si prevede l’erogazione di 2000 questionari.
Verrà inoltre valutata la possibilità di effettuare, almeno in alcune aziende dove verranno somministrati i questionari, corrispondenti indagini da parte dei Servizi di Prevenzione e Sicurezza sui Luoghi di Lavoro, nel corso delle quali possa essere misurata con metodi obiettivi (misurazioni ambientali, uso di check list) l’esposizione ad alcuni fattori di rischio nell’ambiente di lavoro (es. fattori ergonomici, asmogeni, sostanze chimiche).

Un simile lavoro non può prescindere da un rapporto stretto con le categorie sindacali di appartenenza delle aziende, le Rappresentanze Sindacali Unitarie – RSU e il Rappresentante dei Lavoratori alla Sicurezza (RLS) o, in sua assenza, con il Rappresentante Territoriale delle aziende interessate dallo studio.
A tal proposito verrà quindi organizzata una giornata di divulgazione a livello informativo destinata a RSU, RLS, RLST e RSA (Rappresentanti sindacali aziendali) delle aziende dei settori coinvolti nel progetto.