01 dicembre 2008
Un documento delle istituzioni nazionali di parità per l’attuazione delle pari opportunità in materia di occupazione, impiego e sicurezza sul lavoro, in una logica di “collaborazione strettissima e concreta”.
“La giornata mondiale per l’eliminazione della violenza sulle donne non è, e non può essere, un appuntamento rituale. Non a caso l’Onu ha fatto una scelta ambiziosa già a partire dalla denominazione: si parla infatti esplicitamente di violenza da eliminare, quasi a voler indicare un programma, una meta su cui investire risorse, energie e determinazione”.
Inizia così il documento che la nuova Consigliera nazionale Alessandra Servidori, la Rete Nazionale delle Consigliere di Parità e la vicepresidente del Comitato nazionale di Parità Liliana Ocmin hanno sottoscritto, assieme a rappresentanti di altre istituzioni pubbliche e private, il 25 novembre 2008, Giornata Internazionale contro le donne indetta dalle Nazioni Unite.
Il tema della violenza è cruciale e va affrontato considerandone le numerose sfaccettature. “L’aspetto decisivo e centrale sembra sempre più essere, infatti, quello del controllo esercitato sui corpi e sulle menti – spiegano la Servidori e la Ocmin –. Certe dinamiche della violenza sulle donne assumono una valenza più sottile e complessa coinvolgendo sistemi sociali, entità statuali, culture politiche e religiose che tendono a leggere la femminilità come terreno su cui applicare strategie di subordinazione, di compressione dei diritti e di limitazione degli spazi di libertà”. Si tratta di ambiti di violenza sociali, “rispetto ai quali è decisiva la mobilitazione collettiva, la battaglia legislativa e delle idee, il cambio di approccio culturale”.
Accanto a questo primo livello di violenza, “che potremmo definire istituzionale e che costituisce una sfida fondamentale per l’affermazione di una civiltà umana davvero evoluta e degna”, ne esiste però un altro, relativo alla “violenza diffusa e quotidiana, esercitata nella vita di tutti i giorni, nei rapporti di amicizia, nelle relazioni vicinali e tra le mura domestiche”.
Proprio la battaglia contro la violenza domestica “assume una valenza politica di primo piano perché è quella più complessa, dove è più facile confondere i confini e dove è più difficile decifrare i segni della violenza”. Eppure, “si parla di 80 milioni di donne vittime di aggressioni all’interno della propria casa”: violenza fisica, verbale, psicologica ed economica.
Per tutta questa serie di motivi le donne della Rete Nazionale delle Consigliere di Parità e il Comitato di Parità si impegnano a sviluppare con particolare attenzione, e in conformità con il ruolo loro assegnato, due ambiti che ritengono prioritari anche in considerazione della situazione di emergenza economica e sociale nel quale il Paese si trova a operare con particolare riguardo alla condizione femminile: da un lato fornendo un contributo per il recepimento della direttiva europea 54 del 2006 (PDF, 135 KB), sull’attuazione del principio delle pari opportunità e della parità di trattamento fra uomini e donne in materia di occupazione e impiego; dall’altro impegnandosi a sviluppare una piena applicabilità del decreto legislativo 81 del 2008 – Testo Unico della sicurezza sul lavoro, che introduce importanti principi di tutela connessi alle differenze di genere.
Il documento siglato il 25 novembre, in occasione della Giornata Nazionale per la sicurezza delle donne e della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, non vuole quindi essere solo un’enunciazione di principi ma l’avvio di una “collaborazione strettissima e concreta tra la Rete delle Consigliere di Parità e il Comitato nazionale di parità” che “rappresenta il contributo più efficace non solo per celebrare la Giornata, ma per agire. Insieme".
Il documento sottoscritto da Consigliera e Comitato nazionale di parità (PDF, 65 KB)