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L’orientamento, in un contesto socio-lavorativo come quello attuale, si presenta sempre di più come un processo trasversale ai diversi ambiti della formazione, dell’istruzione e del lavoro, e che fa capo a un’ampia ed eterogenea platea di soggetti. Tra questi, ci sono anche le donne, per le quali sono importanti azioni specifiche in grado di aiutarle non solo a entrare, ma anche a stare nel mercato del lavoro o a rientrarvi, tenendo conto di quelli che spesso sono ancora ostacoli, non solo alle prospettive di carriera, ma in molti casi al mantenimento del posto di lavoro: segregazione orizzontale e verticale, maternità, conciliazione dei tempi di vita e di lavoro.
Su queste basi è stato organizzato da Isfol, Consigliera Regionale di Parità e Ufficio scolastico regionale per il Piemonte, il convegno nazionale Orientamento: dal Rapporto Nazionale alle esperienze locali con uno sguardo all’ottica di genere e alle pari opportunità, svoltosi a Torino il 28 maggio. Un momento di confronto e di dibattito, che ben s’inserisce in una delle attività delle Consigliere, che da circa due anni coordinano il Tavolo regionale Integrare le pari opportunità nell’orientamento, a cui partecipano il Settore Standard formativi della Regione, le Province di Cuneo, Novara e Torino, agenzie formative (cooperativa Orso, Formont, Ciofs) e Agenzia Piemonte Lavoro.
L’appuntamento ha costituito anche la seconda presentazione ufficiale, a livello nazionale, dopo quella di Roma, del Rapporto Orientamento 2009 – L’offerta di orientamento in Italia, primo passo di un progetto triennale nato per volontà della Direzione generale per le politiche per l’orientamento e la formazione del Ministero del Lavoro e realizzato dall’Isfol. La prima annualità, a cui segue quest’anno un’analisi della tipologia dei servizi offerti e delle risorse umane impiegate e l’anno prossimo di metodologie e strumenti utilizzati, ha previsto un’indagine censuaria quanti-qualitativa delle strutture che svolgono attività di orientamento: oltre 10mila gli enti censiti, in tutte le Regioni italiane.
In avvio di lavori, la Consigliera di parità Alida Vitale ha ricordato come i Centri per l’Impiego, negli ultimi anni, abbiano facilitato l’ingresso nel mondo del lavoro e la creazione di diverse reti di partenariato e abbiano ideato percorsi di qualità rivolti a target specifici: “Le riflessioni del convegno si pongono l’obiettivo di promuovere un’occupazione adeguata alle competenze, considerando, tra gli altri, i rischi che corre l’occupazione femminile”. Ecco perché la giornata di lavori è stata strutturata in due parti: nella prima si è parlato prima del rapporto Isfol e, partendo da lì, di piani e azioni di orientamento a livello regionale e provinciale, per passare a una tavola rotonda di confronto sulle esperienze di orientamento sul territorio; nella seconda, invece, si sono confrontate diverse buone prassi a livello nazionale sull’orientamento di genere.
Roberto Rosso, Assessore regionale a Lavoro e formazione professionale ha introdotto la prima parte annunciando che la Regione istituirà un buono formazione, che i ragazzi in età scolare e i disoccupati potranno spendere liberamente sul mercato: “Il buono renderà ancora più importante il ruolo del sistema di orientamento, che intendiamo potenziare per evitare le persone, soprattutto i giovani, vengano lasciati soli nel decidere come utilizzare al meglio lo strumento”.
Dopo Francesco de Sanctis, direttore generale Ufficio scolastico regionale per il Piemonte, e Massimo Nobili, presidente Unione Province piemontesi, Anna Grimaldi, responsabile Aree Politiche per l’Orientamento dell’Isfol, ha presentato il progetto sull’orientamento. Un lavoro di durata triennale che mira a porre l’accento sulle nuove dimensioni dell’orientamento, dando una chiara definizione di competenze, per arrivare a politiche attive che spingano a comportamenti in grado di salvaguardare il benessere della persona.
Il tutto in una logica di rete e di network cooperativo, dove la fotografia dell’esistente è solo il primo passo. Risulta infatti importante puntare su un’attività di orientamento diacronica, il cui sviluppo è longitudinale rispetto al percorso di vita del soggetto. Un discorso che dovrebbe valere sia nel campo dell’istruzione, sia in quello della formazione professionale e adulta, a maggior ragione in questo momento di crisi, dove i giovani entrano più tardi nel mondo del lavoro e le donne vi entrano e vi restano con maggiore difficoltà, oltre agli ostacoli nel loro percorso di carriera, in termini di crescita professionale e di retribuzione.
Da sistema regionale, piano della Provincia di Torino e rassegna di esperienze sul territorio in materia di orientamento si è poi passati, nel pomeriggio, ad affrontare il tema in un’ottica di genere.
Dopo l’introduzione della Consigliera di parità supplente Franca Turco, che ha parlato dei lavori del Tavolo regionale sull’orientamento, l’Assessora regionale alle Pari Opportunità Giovanna Quaglia ha sottolineato come sia importante leggere i dati in chiave di genere, per capire quali percorsi di istruzione e formazione seguano le donne e con quali competenze entrino nel mercato del lavoro: “Perché persistono ancora differenze rilevanti di trattamento e di opportunità per le donne rispetto agli uomini. Le donne, in particolare, incontrano la strada in salita per raggiungere posizioni apicali e ancora oggi percepiscono il 17% in meno di stipendio rispetto agli uomini, nonostante siano molto più brave nel percorso di studi. I problemi nascono una volta entrate nel mercato del lavoro, che non è in grado di valorizzare appieno questo capitale, con il rischio che molte di loro siano penalizzate o debbano addirittura rinunciare alla carriera lavorativa. Lavoreremo in questo senso, per concertare politiche attive e trasversali tra i diversi assessorati”.
Nel concetto di rete e obiettivo sistemico, quale quello che si pone l’Isfol con il suo progetto e con la collaborazione con le Regioni e Province italiane, le politiche hanno infatti un ruolo fondamentale. Altrimenti, come ha sottolineato Adriana Luciano, docente e delegata del Rettore per i servizi di job placement dell’Università di Torino, il rischio è di avere magari tante buone esperienze di successo, che non possono però, da sole, supplire a una carenza generale di sistema.
Eppure, le politiche attive potrebbero proprio partire dalle buone prassi esistenti, per cercare di portare a regime un metodo che si è rivelato funzionante e vincente. Da questo punto di vista, la tavola rotonda dedicata alle esperienze di orientamento di genere, realizzate dal Nord al Sud Italia, moderata dall’esperta di parità Paola Merlino, si è rivelata un’ottima occasione per far conoscere progetti positivi, ma ha anche permesso ai promotori di conoscersi e potersi confrontare, e i momenti di questo tipo non sono molto frequenti.
Franca De Battista, referente Pari opportunità Lavoro, Formazione professionale e istruzione Regione Piemonte ha parlato del sostegno alle pari opportunità nelle politiche orientative, attraverso ad esempio progetti come P.I.P.O.L. – Progetto Integrato per le Pari Opportunità nelle scuoLe, che si sono rivelati un volano per i territori provinciali, mentre Susi Monzali e Isabella Galizia, esperte di genere dei Patti territoriali della Zona Ovest di Torino e del Sangone, hanno presentato il progetto Equal PERLA - Prevenire Esclusioni Rilanciando il Lavoro, che ha coinvolto 86 donne disoccupate capofamiglia, di cui il 60% è stato inserito nel mercato del lavoro.
La Consigliera di Parità della Provincia di Biella Rossana Santarelli ha illustrato il progetto Donne over-40: esperienza e professionalità, che si colloca nell’ambito delle iniziative volte a promuovere il tema dell’invecchiamento attivo. Il percorso, fondato sul reinserimento delle persone adulte nel mercato del lavoro, ha inteso, da un lato, aprire in confronto sul tema nel territorio attraverso il dibattito con gli attori sociali, e dall’altro offrire a 16 donne over 40, con buona professionalità, iscritte alla Bancadati Biellalavoro, un orientamento volto a ricostruire e valorizzare l’esperienza formativa e professionale, rilevando le competenze e superando il fattore “data di nascita” con un video-curriculum mettendo in rilievo la persona e le sue capacità.
È stata poi la volta di esperienze oltre i confini piemontesi. Sandra Rainero, dell’Area Progetti speciali Veneto lavoro, ha parlato di un progetto-pilota, sperimentato su donne over 45, che promuove la permanenza sul mercato del lavoro, con corsi specifici dedicati a diverse professionalità: le metodologia ideata è stata messa a regime e ora è utilizzata in due province della Regione.
Susanna Vanoni, referente Pari opportunità Assessorato al Lavoro della Provincia di Varese, ha presentato Oltre il genere, un modulo di formazione di formazione/accompagnamento per insegnati delle classi 2° delle scuole secondarie di 1° grado, al fine di avviare una riflessione sugli stereotipi di genere, che possono condizionare la scelta scolastica/professionale e sui concetti di pari opportunità e condivisione tra uomini e donne.
Anche la Consigliera di Parità della Provincia di Forlì-Cesena, Eva Carbonari, ha parlato del lavoro per la costruzione di un kit sul tema delle scelte consapevoli dei ragazzi nel momenti di transizione.
Scendendo nel Sud Italia, Angela Mongelli, dirigente Centro orientamento interdisciplinare dell’Università degli studi di Bari, ha illustrato un progetto su donne over 50, inteso come lavoro sul cambiamento dello stile di vita per ripensarsi sul mercato del lavoro, e di un ulteriore progetto interno all’Università, che si è focalizzato sul tema spesso trascurato della prevenzione, della salute e del benessere fisico.
Spazio infine alle esperienze calabresi, con lo Sportello Pari Opportunità dell’Università degli studi della Calabria, attivo dal 2004, nato per promuovere azioni positive a vantaggio di laureande, laureate e persone diversamente abili per orientarle nell’orizzonte del lavoro, presentato dalla referente Giuliana Mocchi. A seguire, le iniziative della Provincia di Reggio Calabria, come spiegato dalla dirigente del settore Istruzione università e ricerca Amelia Laura Crucitti: Esplodi la tua energia: scegli la scienza, campagna di sensibilizzazione realizzata nel 2008 e rivolta alle studentesse in uscita dalle scuole secondarie di 2° grado per prevenire la disoccupazione e orientare verso le professioni in ambito scientifico; Interventi di supporto e accompagnamento per lo sviluppo di percorsi di carriera, che ha coinvolto giovani laureandi o laureati e donne laureande o laureate inoccupate o disoccupate in reinserimento lavorativo, creando percorsi per sviluppare una professionalità in grado di facilitare un reinserimento nel mercato del lavoro coerente con la formazione ricevuta; Accordo di programma per l’inclusione scolastica di allievi in situazione di disabilitàe il Corso di formazione per la qualifica di assistente educativo, con l’obiettivo di creare figure professionali idonee a svolgere attività di natura educativa-assistenziale per sostenere gli studenti con disabilità. Risultato curioso, o forse figlio di stereotipi ancora molto forti: i corsi sono stati frequentati da 54 donne e 4 uomini.
Dal confronto tra queste esperienze è emerso come sia fondamentale permettere a donne e uomini di scegliere senza stereotipi. Se però alcune iniziative sono state messe a regime, il problema principale è sempre legato al bisogno di risorse strumentali, economiche e di risorse umane. In altre parole, bisogna decidere di investire su questi aspetti, puntando sul networking e su politiche sociali di welfare indirizzate nello specifico alle donne. E se le occasioni di confronto sono vissute dai promotori di esperienze come un toccasana per approfondire nuove traiettorie, le politiche dovrebbero combinarsi con un lavoro sulla dimensione culturale, sia sui ragazzi, fin dalla scuola materna e dalle elementari, sia su genitori e insegnanti.
Solo così esperienze valide non resteranno confinate nel territorio in cui vengono realizzate e potranno arricchirsi dal confronto e da una matrice d’azione comune.
Il programma del convegno (PDF, 562 KB)
Il comunicato stampa della Giunta della Regione Piemonte (PDF, 34 KB)
Atto di indirizzo orientamento 2010-2012 della Regione Piemonte (PDF, 63 KB)
Atto di indirizzo “Crisi” 2009-2010 della Regione Piemonte (PDF, 67 KB)
Obiettivi di orientamento della Regione Piemonte – 2008 (PDF, 139 KB)
Laboratorio Comunità Virtuale dell’Orientamento della Regione Piemonte (PDF, 56 KB)
La Commissione Orientamento della Regione Piemonte (PDF, 310 KB)
Il piano di orientamento della Provincia di Cuneo (PDF, 17 KB)
Le iniziative del Centro per l’Impiego di Alba e Bra (PDF, 51 KB)
L’intervento di Lucilla Ciravegna, responsabile Centro per l’Impiego di Alba-Bra (PDF, 42 KB)
Il progetto Atlante delle professioni dell’Università di Torino (PDF, 37 KB)
Il progetto Donne over 40 (PDF, 1,13 MB)
Il progetto della Provincia di Varese (PDF, 50 KB)
Il progetto OWLE50 dell’Università di Bari (PDF, 25 KB)
Le buone prassi dell’Università di Bari (PDF, 111 KB)
I progetti della Provincia di Reggio Calabria (PDF, 187 KB)