01 dicembre 2008
Manca solo il decreto interministeriale di nomina, ma la notizia è certa. La nuova Consigliera Nazionale di Parità è Alessandra Servidori, esperta di politiche del welfare e già consigliera del ministro del Lavoro Sacconi. La notizia è stata data il 17 novembre scorso, all’apertura della riunione della Rete Nazionale delle Consigliere di Parità organizzata a Roma: la dott.ssa Servidori avrebbe dovuto intervenire in qualità del suo ruolo di consulente, ma in virtù della novità comunicata dal capo di Gabinetto Caro Lucrezio Monticelli, ha assunto direttamente la presidenza dei lavori.
Le Consigliere regionali e provinciali presenti hanno aperto la riunione con un ordine del giorno di solidarietà a Fausta Guarriello, la precedente Consigliera Nazionale revocata con decreto del 4 novembre 2008 in applicazione del meccanismo dello spoils system, disciplinato dall’art. 6 della legge n. 145 del 2002, la cosiddetta “legge Frattini”. La decisione ministeriale aveva scatenato non poche discussioni e polemiche, proprio perché presa per un organo di garanzia come la Consigliera di parità.
Come spiega Lisa Castaldo in un articolo pubblicato su Women in the city, nel documento la Rete richiede anche al ministro del Lavoro di fare in modo che il meccanismo applicato su scala nazionale non abbia ripercussioni a livello territoriale. Parole che sembrano stonare un po’ se riferite a quella che da sempre è considerata un’Authority indipendente con funzione antidiscriminatoria.
La questione, ancorché delicata, resta sempre la stessa: sarebbe sbagliato negare il rilievo politico e l’appartenenza delle Consigliere (tutte, sia quelle in carica sia le precedenti) a un’area di riferimento vicina a quella delle rispettive maggioranze. D’altro canto, però, se sono considerate un organo indipendente e di garanzia di un principio costituzionale, non dovrebbero essere soggette ad altra scadenza da quella naturale del mandato.
Il nocciolo è chiaro, le posizioni pure: a chi, opponendosi alla revoca della Guarriello, invoca l’indipendenza del ruolo, compresi alcuni parlamentari che hanno presentato interrogazioni a Camera e Senato, il Ministero risponde motivando la revoca con “una mancanza di sintonia con gli indirizzi politici” e il “radicale dissenso con le iniziative legislative recentemente adottate dal Governo”. L’europarlamentare Donata Gottardi ha presentato il 22 ottobre un’interrogazione al Parlamento europeo, in seguito alla quale la Commissione ha avviato un’indagine per valutare la conformità del decreto legge 145 del 2005 in materia di parità di trattamento tra gli uomini e le donne, per quanto riguarda l'accesso al lavoro, alla formazione e alla promozione professionale e le condizioni di lavoro, con cui il Governo italiano ha recepito la direttiva europea 73 del 2002 (PDF, 128 KB).
Le prese di posizione sono nette, le motivazioni a supporto dell’una e dell’altra pure, ma intanto resta una sorta di ambiguità di fondo che si esplica nella richiesta da parte delle Consigliere di un impegno al Governo, che non ha tanto senso d’esistere nel caso di un organo indipendente e considerando il sistema della nomina a livello territoriale: sempre attraverso decreto del ministro del Lavoro di concerto con la ministra per le Pari Opportunità, ma sulla base di “designazione degli organi a tal fine individuati dalle regioni e dalle province, sentite le commissioni…”, come recita l’articolo 2 del decreto legislativo 196 del 2000.
Modalità di selezione diverse, quindi: o un bando apposito, o la designazione diretta da parte del presidente della Provincia o dell’assessorato regionale competente in materia, ovvero un vertice politico che sceglie e poi sottopone la sua decisione al Ministero.
Visti i motivi per cui la Guarriello è stata revocata, sembrerebbe lecito chiedere l’impegno del Governo affinché venga garantita l’indipendenza della figura anche a livello locale. Ma, altrettanto lecitamente, ci si può chiedere quale garanzia di indipendenza e terzietà può offrire alle lavoratrici una Rete di Consigliere che è “sotto tutela” del Governo.
Tutto qui. Nessuna richiesta di un parere in sede comunitaria sulla revoca, né mozioni per chiedere il reintegro della Guarriello o l’osservazione non marginale che a essere revocata è stata solo lei, la Consigliera effettiva, e non la supplente Bianca M. Pomeranzi.
Questioni in sospeso su cui il dibattito resta aperto, al di là della scelta di nominare Alessandra Servidori, a cui auguriamo di svolgere il nuovo ruolo sfruttando al meglio le sue competenze in materia di lavoro e welfare. Dibattito, è bene dirlo, spesso ristretto agli addetti ai lavori o agli esperti di pari opportunità: basti pensare che, dopo il settimanale L’Espresso che aveva dato notizia della revoca della Guarriello e Women in the city che ha dedicato ampio spazio alla questione, tra le grandi testate solo L’Unità e Il Sole 24 Ore, attraverso Job Talk, il blog di Job 24 curato da Rosanna Santonocito, ne hanno parlato, con giudizi tra l’altro assolutamente bipartisan. Un po’ poco, anche se non è ancora pronto il decreto ufficiale di nomina della nuova Consigliera.
Interrogazione 3-00352 presentata in Senato il 29 ottobre 2008
Interrogazione 5-00571 presentata alla Camera il 5 novembre
Interrogazione 4-01559 presentata alla Camera il 7 novembre
Interrogazione 4-00825 presentata al Senato il 19 novembre
Interrogazione dell’europarlamentare Donata Gottardi al Parlamento Europeo (PDF, 26 KB)
La risposta della Commissione alla Gottardi (PDF, 11 KB)
Alessandra Servidori è la nuova consigliera nazionale di parità. Il ministro si fida, le donne pure, di Lisa Castaldo, da Women in the city
Consiglio di Parità: via l’”amica” delle sindacaliste, arriva l’amica di Sacconi, articolo pubblicato su L’Unità il 24 novembre
Alessandra Servidori è la nuova Consigliera nazionale di parità. Evviva!, dal blog di Rosanna Santonocito pubblicato su Il Sole 24 Ore il 21 novembre