Quali sono i margini di manovra per una figura come la Consigliera di parità in un contesto di crisi come quello attuale, tenendo conto del Libro Bianco sul futuro del modello sociale? Questa la domanda chiave da cui è partita l’ultima Rete delle Consigliere di Parità del Piemonte, che si è riunita a Mondovì il 26 e 27 giugno. Una due giorni densa e ricca di contenuti e spunti di riflessione.
I lavori della Rete sono stati aperti la mattina del venerdì dalla Consigliera di Parità regionale Alida Vitale, che ha focalizzato il suo intervento sulle criticità del Libro Bianco e della modifica dell’art. 9 della legge 53 del 2000, dedicato alle misure per conciliare tempi di vita e di lavoro, così come stabilita dall’art. 38 della legge 69 del 18 giugno 2009 (PDF, 19 KB). “L’aumento dell’occupazione femminile – ha dichiarato – costituisce il nodo critico che chiama in causa servizi e condivisione delle responsabilità. Inoltre, si può dire che la legislazione italiana sulle pari opportunità sia poco conosciuta, sia stata poco attuata, ma non definire l’esperienza in sé fallimentare come nel Libro Bianco”.
Per quanto riguarda, invece, la modifica dell’art. 9, il problema sta nel fatto che il fondo per incentivare azioni volte a conciliare tempi di vita e di lavoro “funziona con accordi contrattuali, tagliando fuori di fatto le realtà senza rappresentanze sindacali”. Senza considerare l’annosa questione della reversibilità del part time (“L’obbligatorietà della concessione come avevamo richiesto durante la consultazione per il Libro Verde sarebbe stato un passo in avanti”) e il problema dei tagli alle risorse effettuati a livello regionale sui fondi destinati alle Pari Opportunità, per fare fronte ai costi della crisi.
Una presentazione della giornata che entra subito nel vivo delle questioni, anche in vista degli interventi successivi da parte di Raffaela Gallini, e dell’Assessora regionale al Lavoro e Welfare Teresa Angela Migliasso.
Il primo intervento è di Monica De Martino dell’Agenzia formativa EN.G.I.M, che ha presentato un’interessante relazione sulle pari opportunità nei sistemi formativi europei, raccontando la sua recente esperienza a un tavolo di lavoro europeo in sede Cedefop, il Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale che organizza visite studio finanziate di 4 o 5 giorni in cui diversi Paesi si confrontano sui propri sistemi ed esperienze, con l’obiettivo di scambiare buone prassi.
All’incontro svoltosi a Dublino hanno partecipato, oltre all’Italia con la EN.G.I.M che ha portato l’esperienza piemontese sul fare pari opportunità e intercultura, rappresentanti di Turchia, Ungheria, Romania, Danimarca, Germania, Francia, Irlanda, Inghilterra.
A chiudere la mattinata è stata Raffaela Gallini, Consigliera di Parità della Provincia di Genova ed esperta della Consigliera di Parità nazionale Alessandra Servidori, che ha parlato del Libro Bianco tentando di rispondere alle note critiche sollevate dal tavolo di lavoro. “Per quanto riguarda aspetti critici come i servizi di cura all’infanzia, modulazione e flessibilità, stiamo studiando un sistema di transizione per la maternità e l’imprenditoria femminile. Verranno pensati percorsi d’inclusione, senza dimenticare la maternità e la progressiva perdita delle competenze genitoriali”.
E se la legislazione attuale in materia di pari opportunità “è ottima, ma non funziona l’applicazione”, a uno strumento teorico come il Libro Bianco dovranno seguire “piani di azione coerenti”. Il che vale anche per l’art. 9 della legge 53: “Sono già pronte, e usciranno per settembre-ottobre, delle Linee guida per l’erogazione del contributo”.
L’attività del pomeriggio è stata aperta da un illuminante intervento di Marta Belforte, referente marketing operativo di Italia Lavoro, ente strumentale del Ministero del Lavoro, che ha spiegato meglio il progetto in corso con l’Ufficio della Consigliera nazionale di Parità, come già emerso dal seminario tecnico del 28 maggio.
Belforte ha poi illustrato gli interventi che Italia Lavoro attuerà con i finanziamenti ottenuti sul PON (Piano operativo nazionale) – Azioni di sistema nell’ambito della Programmazione del Fondo sociale europeo 2007-2013. A livello nazionale, il programma diventerà operativo a settembre, ma intanto la Regione Piemonte sta lavorando con Italia Lavoro a una nuova convenzione quadro per ottenere risorse e agire in tre anni su sostegni al reddito, formazione dei disoccupati, voucher di formazione e formazione qualificante a 500 assistenti familiari. La Belforte ha chiesto alle Consigliere di proporre interventi innovativi da inserire in programmi sperimentali di Italia Lavoro.
A seguire, Caterina Manassero, avvocata civilista, e Donatella Brancadoro, avvocata penalista, hanno chiarito con una simulazione l’importanza della storica sentenza della Corte di Cassazione che ammette la costituzione di parte civile della Consigliera di Parità in un processo penale per molestie sessuali. Al confronto era anche presente l’Assessora regionale al Welfare e Lavoro Teresa Angela Migliasso che, nonostante gli impegni pressanti, ha voluto partecipare ai lavori della Rete con l’intento di chiarire la situazione e individuare i possibili margini di azione.
“L’argomento va contestualizzato tenendo conto della crisi – ha esordito l’Assessora – di cui purtroppo non è facile prevedere gli effetti, date le complicate vicende relative alle procedure per l’erogazione della cassa integrazione in deroga, finanziata per un terzo dalla Regione con Fondi già destinati ad altri scopi”. La crisi ha comportato “lesioni” al Piano operativo regionale del Fondo sociale europeo – POR 2007-2013, come la cancellazione di tre delle quattro voci relative alle Pari Opportunità e cioè condivisione delle responsabilità, active aging ed empowerment. Per ora, restano i finanziamenti per i voucher di conciliazione, gli interventi a favore delle vittime di tratta e gli incentivi ai padri che prendano i congedi parentali.
Per quanto riguarda inoltre la legge regionale 34 del 2008 sul lavoro, che contiene alcuni articoli su azioni positive a favore della pari opportunità tra uomini e donne (50-53), “Non è stato possibile lavorare agli atti di indirizzo previsti”. Per questo motivo l’Assessora ha chiesto la collaborazione delle Consigliere di Parità, per “identificare quali atti d’indirizzo possono essere attuati, considerando anche il poco tempo prima della fine di questa legislatura: è importante mantenere viva una fiamma dal punto di vista culturale, per non far passare l’idea che il lavoro delle donne sia meno importante. Il Piemonte ha una buona legislazione in questo senso”. Senza contare misure quali il microcredito, “che metterà insieme risorse pubbliche e potrà riguardare anche piccoli progetti per donne e migranti”.
Alla prima giornata è seguita come di consueto una fase più operativa, di programmazione della rete. Nella mattinata di sabato la Consigliera regionale supplente Franca Turco ha relazionato circa il seminario tecnico promosso dalla Consigliera di Parità Nazionale del 28 maggio 2009. Oltre alla presentazione delle attività in programma con Italia Lavoro e Isfol, nel corso dell’incontro si è parlato dell’ipotesi di linee guida per l’utilizzo del Fondo delle Consigliere (il cui ammontare è stato ridotto del 30%), intesi come suggerimenti utili per una maggiore efficienza.
Prima della fase conclusiva, Elena Crotta, consulente, e Paola Merlino, esperta di Pari Opportunità, hanno presentato l’anticipazione di un’analisi di genere condotta sui rapporti biennali inviati alla Consigliera regionale del Piemonte da aziende con più di 100 dipendenti, che verrà ufficialmente presentata dopo l’estate. Un lavoro arduo, data la criticità del materiale in esame (su 1105 aziende che hanno redatto il rapporto, si è potuto lavorare su 1076, così come non è stato possibile utilizzare i dati relativi al part time perché spesso non compilati), ma svolto con l’obiettivo di sistematizzare i dati, elaborare schede aziendali riepilogative che permettano di entrare in una dimensione personalizzata e che verranno inserite in un apposito database, e costruire indicatori, utilizzabili anche in futuro per intervenire con azioni specifiche, grazie all’incrocio di due parametri: tasso di presenza femminile e tasso di dirigenza femminile sul totale.
Ovviamente la crisi ha cambiato la situazione di molte aziende: sul fronte degli effetti, ci sono studi in corso come quello di Agenzia Piemonte Lavoro, che ha confrontato il primo trimestre del 2008 e del 2009 in relazione ad avviamenti e cessazioni di rapporti di lavoro (PDF, 862 KB) in Piemonte.
Il lavoro della Rete si è concluso con l’invito, come proposto già dall’Assessora Migliasso, a ragionare sugli articoli relativi alle azioni positive per favorire le pari opportunità contenuti nella legge regionale 34 del 2008, in particolare sulla conciliazione, per attivare linee di finanziamento da concretizzarsi in atti d’indirizzo. La Consigliera regionale Alida Vitale ha proposto l’idea di offrire incentivi alle aziende che concedono il part time alle donne al rientro dalla maternità o ancora, dando attuazione all’art. 51 della legge regionale (Inserimento e reinserimento lavorativo delle donne), valutare l’impatto della crisi sull’occupazione femminile.
Tutte le Consigliere si sono infine impegnate ad un ragionamento comune su azioni da proporre all’Assessorato regionale al Lavoro.