Commissione Regionale di Pari Opportunitā

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Consigliera di Paritā Regionale

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Donne e conflitti sul lavoro: mediazione e conciliazione

22 dicembre 2009

La mediazione, anche quella sul lavoro, è un processo attraverso cui due o più parti si rivolgono liberamente a un terzo neutrale, per ridurre gli effetti indesiderabili di un grave conflitto. =

Si basa su due principi: valore etico delle relazioni, che presuppone il riconoscimento dell’altro da noi, la capacità di comprensione empatica e il rispetto di opinioni e idee diverse; la concezione del conflitto non tanto come scontro in cui due identità sono in contrapposizione in uno schema rigido, ma come processo inevitabile nella relazione, secondo una logica che impone di assumersi rischi, inventare ipotesi, per una gestione positiva in cui trovare la soluzione al problema senza attaccare la persona che ci sta di fronte in quanto tale.
Si tratta di principi che possono sostenere la possibilità di un cambiamento culturale finalizzato a dare forza al riconoscimento del valore delle differenze. Tra queste, perché non considerare quelle legate alle specificità proprie dell’uno o dell’altro genere?

Dall’importanza di riflettere e discutere in modo tale da far sapere che, quando si tratta di genere, entrano in gioco problematiche diverse, più specifiche, tali da non poter essere sottovalutate o tralasciate, è nata l’idea del convegno Conflitti di lavoro individuali e collettivi. Un’ottica di genere su come prevenire, mediare e con quali opportunità finanziare, svoltosi venerdì 11 dicembre 2009 alla Galleria di Arte Moderna a Torino e organizzato dalla Consigliera di parità Regionale in collaborazione con l’Ordine dei Consulenti del Lavoro – Consiglio Provinciale di Torino e l’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Ivrea, Pinerolo, Torino.
Di fronte a una numerosa platea, il pomeriggio di riflessione si è strutturato in una prima parte di tipo teorico, seguita da una tavola rotonda con esperienze conciliative a confronto.
“Il nostro ufficio – ha spiegato la Consigliera di parità Regionale Alida Vitale (nella foto con – da sinistra – Riccardo Travers, presidente Ordine dei Consulenti del Lavoro, la Consigliera supplente Franca Turco e Aldo Milanese, presidente Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili) – è impegnato al 90% a risolvere il problema dei conflitti sul lavoro, soprattutto connessi al periodo della maternità, per difficoltà di conciliazione e condivisione. Noi cerchiamo di individuare punti d’incontro, di mediare: il problema è che le normative spesso si scontrano con l’organizzazione delle aziende”.
Ecco perché un’ottica di genere, quando si parla di certi argomenti, risulta indispensabile.

In apertura di seminario, dopo i saluti Riccardo Travers, presidente Ordine dei Consulenti del Lavoro, e di Aldo Milanese, presidente Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti contabili, l’Assessora regionale al Lavoro e Welfare Teresa Angela Migliasso, ribadendo l’importanza di un incontro che “mette a confronto professionalità diverse sui conflitti di lavoro, che per le donne, sia dipendenti sia imprenditrici, spesso nascono proprio da difficoltà di conciliazione”, ha ricordato le misure intraprese dalla Direzione Lavoro della Regione Piemonte, attraverso il Piano Operativo Regionale del Fondo sociale europeo POR – FSE, per sperimentare formule flessibili nell’organizzazione dei tempi di vita e di lavoro e consentire la conciliazione: nel 2000-2006, sono stati stanziati 12 milioni di euro che hanno finanziato 151 progetti, che comprendono anche quelli sull’applicazione del telelavoro, la diffusione di varie forma di part time, formule come il job sharing, la job rotation e flessibilità di orario; circa 9 milioni di euro sono invece stati destinati ai voucher di conciliazione, di cui hanno beneficiato oltre 3mila donne in cerca di lavoro che si sono rivolte ai Centri per l’Impiego. Senza contare la creazione, su tutto il territorio, di 48 sportelli di informazione e supporto sulle misure di conciliazione così come stabilite dall’art. 9 della legge 53 del 2000, modificato di recente dall’
art. 38 della legge 69 del 18 giugno 2009 (19 KB).

La crisi economica e la cassa integrazione in deroga hanno certamente penalizzato i fondi preventivati nella prima parte del periodo 2007-2013, ma la Regione ha in programma di stanziare 5 milioni di euro a Province e Centri per l’Impiego a favore di politiche attive del lavoro. “L’obiettivo – ha spiegato la Migliasso – è quello di continuare a lavorare su queste tematiche, con la volontà di capitalizzare le esperienze già realizzate per trasformarle in modelli e buone prassi e favorire sinergie”.

Due esperti in materia hanno poi parlato del concetto di mediazione dei conflitti sul posto di lavoro. Rosa Maria Nicotera, Presidente del Consorzio Mediana e Mediatrice per la Provincia di Novara, ha ricordato il valore positivo di un conflitto, inteso come “inevitabile alle relazioni, in una logica che c’impone di assumerci dei rischi e trovare una soluzione al problema”. “I conflitti spesso sono negati ed inespressi, eppure ci sono, perché le aziende e l’organizzazione del lavoro sono un sistema complesso. Si verifica una presenza simultanea del nostro ruolo all’interno del lavoro e del privato, e in questo senso il problema della conciliazione dei tempi, che riguarda in particolare le donne, deve far parte delle politiche sociali e del lavoro, attraverso l’interazione tra istituzioni locali, modelli organizzativi delle aziende e singoli individui”.
Adolfo Ceretti, professore ordinario all’Università Milano Bicocca e mediatore di Unicredit, ha invece parlato dell’adozione, da parte del gruppo bancario, di una Carta d’integrità, basata sui principi di equità, trasparenza, rispetto, reciprocità, libertà d’azione e fiducia, nella logica di una “giustizia riparativa”, perché “la mediazione implica un concetto di responsabilità verso l’altro.

A conclusione della prima parte del seminario, la Consigliera di parità Regionale supplente Franca Turco ha infine ricordato i possibili finanziamenti pubblici a sostegno della conciliazione, per quanto riguarda sia la normativa italiana, sia quella europea: “Siamo in attesa dell’approvazione dello schema di decreto attuativo dell’art. 9 della legge 53 del 2000, che dia indicazioni operative più precise in merito, introducendo sistemi innovativi di valutazione, senza contare che quest’anno è stata aperta solo una finestra per la presentazione dei progetti, contro le tre stabilite per legge. Inoltre l’Unione europea ha fondi destinati a finanziare direttamente i progetti, a cui l’Italia attinge ancora troppo poco”.

Nella seconda parte del pomeriggio, è invece stata organizzata un’interessante e ricca tavola rotonda, moderata dall’esperta di parità Paola Merlino, a cui hanno partecipato: Angela Mina, Presidente Commissione Provinciale di Conciliazione Torino, Emanuele Peraldi, responsabile Risorse Umane Giacomini S.P.A., Riccardo Travers, presidente Ordine dei Consulenti del Lavoro, Giovanna Ventura, Segretaria Regionale Cisl Piemonte, e Teresa Zoccolan, funzionaria regionale Settore Osservatorio sul Mercato del Lavoro, Crisi aziendali e Ammortizzatori Sociali.
Diverse esperienze di conciliazione si sono raccontate e confrontate. Zoccolan e Mina hanno riflettuto sul ruolo dei mediatori all’interno dell’ente pubblico: un ruolo completamente femminile, mentre le delegazioni di imprese e sindacati che si presentano al tavolo sono formate da uomini e spesso in sede di contrattazione non emergono le esigenze delle donne. Anche una risoluzione positiva di una vertenza non implica una particolare attenzione di genere.
E se Travers, anche un po’ provocatoriamente, ha ricordato che la maternità è un problema delicato e che la aziende devono trovare soluzioni per comprimere i costi, Peraldi ha riportato il caso virtuoso dell’azienda in cui lavora (800 dipendenti, di cui circa 300 donne), che nel 2003 ha aperto un asilo nido per i figli dei dipendenti: il risultato è stato che solo l’anno scorso contava 90 bambini.
Giovanna Ventura, dopo aver precisato che il tema della conciliazione è prima di tutto sociale e culturale, ha ricordato il lavoro svolto dai sindacati, che hanno portato nei contratti di lavoro la questione del part time e di altre forme di flessibilità, e auspicato la possibilità di fare sistema, cercando un punto d’incontro tra sindacato e imprese per ottenere qualcosa in più dalle politiche, senza dimenticare che ogni realtà aziendale è inserita in un contesto da cui non può prescindere.

Un confronto molto denso, da cui è emerso, come ha spiegato Paola Merlino, che il tema della conciliazione è un problema serio, di non ritorno, tenuto anche conto del fatto che ora si può contare meno sulle nonne, perché lavorano più a lungo rispetto al passato. E, se si conta che nelle piccole aziende politiche di conciliazione hanno prodotto benefici concreti come la riduzione dell’assenteismo almeno del 20-30%, si capisce sempre meglio come sia necessario ripensare la contrattazione con una lente di genere, magari anche ripensando l’organizzazione con creatività.
Da questo punto di vista, non si può prescindere dalla collaborazione per individuare soluzioni comuni: Consigliere, Consulenti del lavoro, sindacati, aziende, con l’aiuto dell’ente pubblico e di idonee politiche di welfare. Il convegno, in questo senso, ha voluto essere un primo passo verso una maggiore comunicazione tra diverse professionalità ed esperienze per favorire concretamente la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. E, non a caso, si è concluso con l’idea di un tavolo di lavoro permanente di Consigliere, Consulenti e commercialisti per ragionare sulle proposte di conciliazione da fare alle aziende.