Commissione Regionale di Pari Opportunitā

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Consigliera di Paritā Regionale

Area dedicata alla Consigliera di Parità, una figura importante a tutela dei diritti di lavoratrici e lavoratori. Opera in Piemonte attraverso una rete di Consigliere a livello regionale e provinciale. È disponibile un'archivio di notizie e contenuti relativi all'attività della Consigliera.






Documento a sostegno della Consigliera di Paritā Nazionale

05 novembre 2008

Le Consigliere di Parità Regionali hanno proposto e sottoscritto un documento a sostegno dell’attuale Consigliera di Parità Nazionale, da inviare alla Direzione Generale del Mercato del Lavoro.
Dopo le colleghe della Toscana e più o meno in concomitanza con quelle di Abruzzo, Campania, Veneto, oltre ai Comitati Pari Opportunità che aderiscono agli Stati Generali, anche le Consigliere di Parità del Piemonte hanno fatto sentire la loro voce in merito alla “vicenda” della Consigliera di Parità Nazionale.
Durante la riunione dell’ultima Rete, svoltasi il 24 e 25 ottobre a Spinetta Marengo (Alessandria), le Consigliere regionali e provinciali hanno discusso ed elaborato infatti una memoria da inviare alla Direzione Generale del Mercato del Lavoro, argomentando il presupposto che “la Consigliera di Parità è sempre stata considerata dalla migliore dottrina una sorta di Authority antidiscriminatoria indipendente e che la sua figura è totalmente svincolata dall’apparato politico, pur se nominata da soggetti politici, e riveste i caratteri di terzietà propri di altre figure di garanzia”, ritengono che “non si possa applicare in questo caso l’art. 6 della legge 145 del 2002 che riguarda figure aventi carattere politico e non tecnico” e auspicano “un’immediata archiviazione del procedimento amministrativo”.
Il documento è stato esteso alle altre Consigliere italiane interessate e sono giunte adesioni, a livello regionale, da Basilicata, Sardegna, Umbria, Valle d’Aosta; a livello provinciale da Campobasso, Cagliari, Lodi, Massa Carrara, Milano, Nuoro, Oristano, Sassari e Varese.
Il procedimento amministrativo a cui si fa riferimento è frutto di una decisione che fa discutere da settimane: il Ministro del Lavoro intende avviare la procedura di revoca delle Consigliere Nazionali di Parità attualmente in carica, l’effettiva Fausta Guarriello e la supplente Bianca M. Pomeranzi, nominate dal precedente governo. Presupposto dell’azione è il meccanismo dello spolsl system (letteralmente, sistema delle spoglie), ovvero la pratica con cui un governo attribuisce cariche istituzionali, titolarità di uffici pubblici e posizioni di potere sulla base di un rapporto fiduciario.
Seguendo questo principio, quando cambiano le forze politiche in carica, queste hanno la facoltà di abrogare le nomine effettuate dal precedente esecutivo. In Italia, il principio si traduce nella legge Frattini, la 145 del 15 luglio 2002, che all’art. 6 prevede la possibilità di revocare le nomine degli organi di vertice conferite dal Governo o dai Ministri nel mese precedente lo scioglimento di entrambe le Camere. Qui risiede il motivo del procedimento del Ministro del Lavoro nei confronti delle Consigliere Nazionali di Parità: sono state nominate il 22 gennaio 2008, e il 6 febbraio le Camere sono state sciolte.
Proprio in questo passaggio si forma però il motivo di discussione e in molti casi contestazione della decisione presa: certo, anche per le Consigliere di Parità si può parlare di appartenenza a un’area di riferimento “vicina” a quella delle rispettive maggioranze che le hanno elette, ma d’altro canto si tratta di una figura ritenuta da tutti, al momento della sua istituzione, un organismo di garanzia dell’attuazione del principio costituzionale di parità e di pari opportunità tra uomo e donna, soprattutto in ambito lavorativo. Dovrebbe vincere il concetto di “ruolo di garanzia” su quello prettamente “politico”, tant’è che finora nessuna Consigliera era mai stata revocata. Senza contare che la revoca potrebbe creare un precedente, con il rischio di ripercussioni anche a livello regionale e provinciale.
Sono queste in sintesi le argomentazioni delle due parti, il ministero che intende applicare il meccanismo dello spoils system e chi punta invece sull’importanza del ruolo di garanzia della Consigliera di Parità e si chiede se sia davvero necessario l’avvio di un simile procedimento, con il rischio di vincolare troppo la figura della Consigliera Nazionale di Parità ad appartenenze politiche o al governo di volta in volta in carica.
 


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