Commissione Regionale di Pari Opportunitā

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Consigliera di Paritā Regionale

Area dedicata alla Consigliera di Parità, una figura importante a tutela dei diritti di lavoratrici e lavoratori. Opera in Piemonte attraverso una rete di Consigliere a livello regionale e provinciale. È disponibile un'archivio di notizie e contenuti relativi all'attività della Consigliera.






Un riconoscimento alle aziende che investono sulle donne

24 giugno 2010

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Il 18 giugno scorso le Consigliere di Parità hanno incontrato Le aziende che investono in Piemonte, evento conclusivo di un progetto avviato un anno fa, sulla base del lavoro di analisi e sistematizzazione dei dati dei rapporti biennali 2006-2007 sulla situazione del personale delle aziende con più di 100 dipendenti, che vanno redatti e indirizzati alle Consigliere regionali secondo quanto previsto dall’articolo 9 della legge 125/91.
Al lavoro quantitativo, condotto dall’Osservatorio regionale Mercato del Lavoro e dall’ufficio delle Consigliere, è poi seguita una fase di ricerca qualitativa, focalizzata su quelle realtà che, sul territorio piemontese, si sono distinte per formule di gestione delle risorse umane inclusive di un numero significativo di donne in organico e nella dirigenza.

L’incontro, a cui hanno partecipato anche l’Assessore al Lavoro e Formazione professionale Roberto Rosso e la dirigente Politiche per l’occupazione e per la promozione dello sviluppo locale della Regione Piemonte Giuliana Fenu, è stato inoltre l’occasione per premiare, con la targa di riconoscimento é-quality – azienda che investe sulle donne, le 17 aziende che si sono rivelate “virtuose” per le loro politiche organizzative e hanno favorito la valorizzazione delle donne nel lavoro e una reale parità di opportunità.
In avvio di incontro, sia l’Assessore Rosso, sia Giuliana Fenu, hanno sottolineato come la crisi, ancora molto forte, abbia inciso anche in Piemonte, pur in un contesto tutto sommato di tenuta dell’occupazione femminile. “A partire dal 2009 c’è stato un allontanamento dall’obiettivo di Lisbona – ha spiegato Fenu –. Oggi in Piemonte il tasso di occupazione femminile si attesta intorno al 55%, è sceso di oltre un punto e mezzo rispetto al valore che aveva raggiunto, e 5 punti percentuali sono un obiettivo complesso da raggiungere”.
Per tale motivo diventa importante ragionare su una diversa organizzazione del lavoro e su un equilibrio di genere, partendo proprio da quelle realtà che lo fanno, e dimostrano come le donne siano un valore aggiunto sia per l’organizzazione aziendale, sia per il mercato, in termini di business e profitto. Basti pensare che la Banca d’Italia stima che l’aumento dell’1% dell’occupazione femminile produrrebbe un aumento del Pil dello 0,5% e un’analisi econometria più approfondita rileva che andrebbe ancora meglio se le donne facessero carriera, in quanto le aziende guidate dalle donne hanno accresciuto più velocemente i ricavi e chiuso più spesso l’esercizio in utile.

“I rapporti biennali – ha spiegato la Consigliera Alida Vitale – sono per noi un utilissimo strumento di lavoro per individuare gli strumenti di criticità presenti. Vogliamo proseguire con questo lavoro di analisi e riflessione sui modelli organizzativi che funzionano, attraverso la collaborazione e il lavoro di rete, perché il problema non è solo delle aziende. Ancora troppo spesso, la maternità e le esigenze di conciliazione sono considerate un grande costo, quando in realtà si tratta di un problema organizzativo”.
La prima fase del progetto è consistita quindi in un’analisi dei rapporti biennali. “Siamo partiti da un ragionamento per cercare di capire come andare a rilevare una situazione di equilibrio o squilibrio di genere nelle aziende che ci hanno consegnato il rapporto – ha puntualizzato Daniela Perini, funzionaria referente dell’Ufficio della Consigliera di Parità –. Attraverso i dati dell’Osservatorio regionale, l’Inps e le informazioni raccolte dalle aziende, abbiamo costruito una sorta di anagrafe aziendale piemontese, che comprende oggi 1394 realtà (rapporti 2008-09) dalle 793 del 2004-07. Per sostenere azioni positive, una corretta redazione del rapporto è fondamentale, e per questo motivo proponiamo alle aziende un software adeguato, in modo che possano compilare i rapporti on line e possano ricevere consulenza. Per il 2010-11 i propositi sono di migliorare il software per insistere sull’inserimento anche di contratti atipici e del settore della sanità e di incrementare i rapporti con le aziende, anche attraverso incontri sul territorio per informare”.

Partendo dai dati, le Consigliere hanno poi promosso l’idea di interrogare la realtà produttiva piemontese sulla presenza di aziende meritevoli per aver valorizzato le donne.
L’analisi ha permesso di individuare un gruppo di aziende eccellenti per la consistente presenza femminile nella forza lavoro e, in particolare, nella dirigenza. Nel dettaglio, i dati delle 1.076 aziende che hanno inviato il rapporto evidenziano una netta polarizzazione tra valori alti di presenza femminile – oltre il 44% - per 420 aziende, e quelli decisamente sotto la media per 538, che registrano una presenza inferiore al 32%. Di queste, ben 176 contano una quota femminile inferiore al 10%, mentre 118 si collocano nella fascia intermedia (33-43%). Ammontano invece a 58 le realtà aziendale piemontesi in cui le donne sono più del 42% del personale e, a livello di quadri e di dirigenti, sono più del 30%.

Dal campione iniziale sono state scorporate le ASL e le aziende a partecipazione pubblica: è rimasta una ventina di aziende private disponibili su cui Elena Crotta, psicologa esperta di parità, Paola Merlino, esperta di parità e Roberta Dho di Kami Comunicazione hanno focalizzato l’attenzione attraverso un’indagine qualitativa.
L’incontro con i/le responsabili delle risorse umane, talvolta gli/le stessi/e titolari delle 17 realtà ha permesso di evidenziare alcune caratteristiche che risultano aver favorito il processo di inserimento e valorizzazione delle risorse femminili: settore produttivo in cui tradizionalmente le donne sono presenti, che ha spinto verso una gestione delle esigenze organizzative (es. congedi e maternità) che non penalizzasse le donne; management “open mind” e/o internazionale, che favorisce una visione più aperta e inclusiva rispetto alle differenze di genere; organizzazione del lavoro in team; avvento di nuove tecnologie, che influisce positivamente nella gestione delle risorse umane, nell’utilizzo del tempo e delle relazioni; adesione a valori di non discriminazione e di pari opportunità da parte del management, che stimola l’attenzione al clima organizzativo, alla responsabilità sociale verso l’interno e l’esterno, all’immagine aziendale.
L’indagine ha inoltre individuato circa 60 dirigenti, il cui profilo è quello di una donna energica, competente, professionale e determinata, dotata di senso di responsabilità, dirigente per merito che nel 90% dei casi ha ricevuto la nomina nell’ambito del percorso di carriera interno all’azienda e contraddice lo stereotipo chi ha dovuto rinunciare alla famiglia.

L’indagine quanti-qualitativa è sfociata in una pubblicazione, é-quality – Viaggio nelle imprese dove parità è qualità, in distribuzione a tutte le aziende piemontesi per favorire un approccio all’organizzazione aziendale più “amico” delle donne, a cura di Kami Comunicazione, che, con grafica piacevole e colorata, presenta le aziende eccellenti con una serie di schede personalizzate che sintetizzano decisioni e misure di conciliazione adottate, ma anche attraverso il profilo emerso della dirigente donna e le qualità femminili generalmente vincenti in ambito lavorativo in tutti i ruoli.

Proprio a loro, alle realtà che hanno saputo investire sulle donne e ne hanno tratto profitto in tutti i sensi, è stato dedicata la seconda parte dell’incontro. Moderati e incalzati da Paola Merlino, al tavolo dei relatori si sono alternati responsabili delle risorse umane e titolari di 12 delle aziende premiate, che hanno raccontato la loro esperienza, focalizzandosi sulle azioni messe in campo come se fosse la cosa più normale del mondo, mentre vi è sottesa la necessità di una nuova cultura aziendale. La logica alla base del lavoro, e quindi anche della pubblicazione finale, era quella di ragionare su come tutta questa ricchezza e forza lavoro femminile potesse essere integrata nell’organizzazione aziendale. Al contempo, si è provato a riflettere sul motivo per cui queste realtà sono in controtendenza, sulle modalità attraverso le quali il capitale lavorativo femminile possa essere trasferito in una capacità di sviluppo, attraverso un vero e proprio investimento.
Le 17 aziende, premiate dalle Consigliere di Parità della Provincia in cui hanno sede, sono esempi di eccellenza che dimostrano che investire sulle donne non solo è possibile, ma anche vantaggioso.

Forse, facendo anche un salto di qualità a livello politico, come ha ricordato la Consigliera Franca Turco in chiusura: “Le pari opportunità non devono essere considerate come un ‘di più’, ma come un elemento fondamentale per il mercato del lavoro. La crisi può essere risolta anche facendo leva sull’occupazione femminile”. In Piemonte, 17 aziende ne sono la prova.

Ecco le aziende che hanno ricevuto il riconoscimento:
Banca del Piemonte Spa - Banca regionale - sede a Torino
Basic Net Spa - Settore abbigliamento, calzature e accessori per sport e tempo libero - sede a Torino
Blue Assistance Spa - Società di servizi assicurativi - sede a Torino
Casa Damiani Spa - Attività commercio preziosi - Sede a Valenza
Cassa di Risparmio di Saluzzo Spa - Banca - sede legale in Saluzzo (CN), sedi in tutto il Piemonte
Bon Prix Srl - Multinazionale dell’abbigliamento - sede in Valdengo (BI) - casa madre in Germania
Crespi 1797 Spa - Settore tessile - sede a Gemme (NO)
Fiat Services Spa - Società di servizi Fiat - sede a Torino
Fra Production Spa - Settore tessile - sedi a Cisterna d’Asti e Dusino San Michele (AT)
Kab-Lem Srl - Settore cablaggio industriale - Casa madre a Cambiano
Ikea Italia Retail Srl - Multinazionale di commercio mobili - sede Savonera (TO) - Casa Madre Svezia
Linclalor Spa - Settore tessile - Sede Casale Monferrato (AL)
Luigi Lavazza spa - Settore alimentare - sede a Torino
Paini Spa - Settore della rubinetteria - Sede a Pogno (NO)
Sergio Tacchini International Spa
- Settore produzione abbigliamento - sede in Bellinzago Novarese
Sorin biomedica cardio e CRM srl - Multinazionale farmaceutica - sede Saluggia (VC)
UCB Pharma Spa - Multinazionale farmaceutica sede produttiva Pianezza, sede legale Milano, casa Madre Belgio

Il comunicato stampa della Regione Piemonte (PDF, 42 KB)
La pubblicazione (PDF, 1,75 MB)