Un percorso di analisi e di proposta avviato dalla Commissione Regionale per affrontare il tema cruciale del welfare e dello squilibrio tra i generi nel mondo del lavoro: la conciliazione di tempi e opportunità di vita, in un quadro di crisi delle risorse tradizionali e di precarizzazione del lavoro, evidente anche in una regione avanzata come il Piemonte.
Il secondo ciclo di quel percorso è focalizzato appunto su un tema cruciale: “Il nodo irrisolto della conciliazione tra flessibilità, precarietà, tempo per il lavoro, per la famiglia e per sé”.
La Commissione Regionale del Piemonte ha scelto infatti un itinerario progettuale, condiviso con le istituzioni di parità delle otto province piemontesi, per promuovere il ruolo delle istituzioni stesse nei confronti della condizione femminile nel mondo del lavoro, attraverso la messa a disposizione di uno strumento di conoscenza reciproca, a partire dal quale ciascuna Provincia possa sollecitare iniziative locali.
Le ragioni della scelta sono evidenziate dalla recente ricerca curata dall’IRES, Donne. Primo rapporto sulla condizione femminile in Piemonte. In cui si afferma che anche in questa regione, nonostante un buon sistema di welfare locale, si manifesta con forza l’esigenza di un maggiore intervento pubblico nelle politiche sociali e di conciliazione. È infatti evidente la crisi degli strumenti conciliativi utilizzati fino ad oggi dalle donne, che avranno meno nonni a disposizione, meno possibilità di ricorrere al part-time e a strumenti a tutela per la maternità ancora prevalentemente riservati al lavoro dipendente. Inoltre, una delle caratteristiche dominanti delle nuove dinamiche occupazionali è l’aumento del precariato a carico delle donne lavoratrici. Le nuove forme contrattuali, come quelle atipiche a tempo determinato, riguardano soprattutto la dimensione femminile: in Italia, il 70% dei lavoratori atipici sono donne, con un’età che va dai 18 ai 34 anni e un titolo di studio superiore (diploma o
laurea). In Piemonte l’11,7% delle lavoratrici dipendenti ha un’occupazione temporanea, contro il 7,5% degli uomini (ma la quota di occupate precarie sale al 49% fra le giovani tra 15 e 24 anni, a fronte del 36% maschile), e l’incidenza del part-time, che una nuova indagine ISTAT ha notevolmente rialzato, raggiunge in Piemonte il 24,3% del totale fra le donne, contro il 4% per gli uomini. Conseguenza di tutto questo è l’abbassamento dei tassi di fertilità oltre che della presenza femminile nel mercato del lavoro.
Ne consegue che le politiche della famiglia e la conciliazione sono un elemento determinante non solo per la qualità della vita delle donne e del sistema sociale nel suo complesso, ma anche per la possibilità di costruire serie prospettive di crescita economica e del benessere generale.
La Commissione Regionale Pari Opportunità intende attivare una occasione di confronto e di lavoro congiunto alle Istituzioni di Parità presenti nelle otto Province piemontesi, mettendo a disposizione uno strumento di conoscenza reciproca e di partecipazione, a partire dal quale ciascuna di esse possa sollecitare iniziative locali e formulare proposte articolate e rispondenti alle specifiche esigenze.
La prima fase del progetto consiste in otto incontri a livello provinciale,con il coinvolgimento attivo degli organismi di parità, degli stakeholder, degli organismi referenti del mondo del lavoro (organizzazioni datoriali, imprese e sindacati) e di tutti gli attori della negoziazione presenti sul territorio, in cui analizzare le problematiche e le soluzioni adottate, per proporre dei modelli condivisi ed un benchmarking delle buone pratiche sul tema della conciliazione. Il primo di questi incontri, il 10 settembre, coinvolge la Rete di Parità nello Sviluppo Locale della Provincia di Torino. Gli altri sette appuntamenti sono in calendario entro la metà di ottobre.
Nella fase successiva verranno raccolti e approfonditi i materiali illustrativi delle proposte emerse dagli incontri.
Lo sbocco di questo percorso è la costruzione di un obiettivo strategico condiviso, con risultati concreti e misurabili secondo i criteri dell’Unione Europea, articolati in base alle specificità territoriali, e di una strategia di azione che verrà diffusa attraverso un incontro pubblico finale, a Torino, nel mese di dicembre.
Per informazioni:
Altre notizie dalla CRPO