24 dicembre 2008
Anche per l’anno accademico 2008-2009 gli Atenei piemontesi hanno attivato i corsi di storia delle donne e di genere, promossi dalla Commissione Regionale Pari Opportunità. Il bilancio dei corsi dell’anno passato e la presentazione dei nuovi programmi.
Spesso, quando si parla delle disparità ancora esistenti tra uomini e donne in tutti i settori, si parla di problema culturale, che si rifà a stereotipi di genere più o meno persistenti. L’educazione e la formazione possono avere un ruolo importante nell’invertire questa rotta. Partendo magari proprio dalla storia e dagli studi di genere.
La Commissione regionale Pari Opportunità, a partire dal 2007, ha promosso una convenzione tra Università piemontesi e Regione Piemonte per attivare, in collaborazione col CIRSDe, una serie di corsi di Storia delle donne e di genere, una disciplina a cui spesso gli Atenei non dedicano particolare attenzione, non fosse per la presenza di docenti che si occupano esplicitamente della materia e la inseriscono nei loro programmi. L’iniziativa, avviata nell’anno accademico 2007-2008, è stata riproposta anche quest’anno.
I corsi sono in tutto tre, durano 60 ore e interessano: la facoltà di Lettere dell’Università degli Studi di Torino, la facoltà di Lettere dell’Università degli Studi del Piemonte Orientale – sede di Vercelli, e la facoltà di Scienze Politiche dell’Università del Piemonte Orientale – sede di Alessandria. Le docenze sono affidate a contratto, sulla base della valutazione dei titoli dei candidati.
Le docenti scelte lo scorso anno sono state Anna Badino ad Alessandria, Liliana Ellena a Torino, Elena Petricola e Graziella Bonansea a Vercelli: le ultime tre sono state riconfermate, mentre ad Alessandria deve ancora essere emanato il bando di assegnazione.
UNIVERSITÀ DEL PIEMONTE ORIENTALE – SEDE DI ALESSANDRIA. Lo scorso anno il corso di Storia delle donne e di genere, aperto agli studenti del primo anno di Scienze Politiche, è stato tenuto da Anna Badino, che si è laureata in storia e, dopo aver frequentato un master in Pari Opportunità alla Statale di Milano nel 2002, ha conseguito il dottorato internazionale in Storia delle donne e delle identità di genere in età moderna e contemporanea all’Università degli Studi di Napoli – L’Orientale. “È stato molto stimolante lavorare in un ambiente universitario come quello di Alessandria – spiega la docente –. Hanno partecipato al corso circa dieci studenti: la maggior parte di loro erano persone adulte, tra cui due uomini lavoratori che non frequentando hanno incontrato qualche difficoltà”.
Il corso, del valore di 10 crediti, ha affrontato la questione di Famiglia, lavoro e mobilità geografica delle donne nel Novecento, ed è stato articolato in due moduli: il primo dedicato all’introduzione alla storia di genere attraverso la presentazione e la discussione di temi di carattere teorico e metodologico; il secondo agli aspetti sociali ed economici della storia delle donne nel XX secolo. In particolare sono stati trattati gli aspetti relativi a: ruoli di genere e mutamenti nelle relazioni familiari; partecipazione femminile al mercato del lavoro; ruolo delle donne nelle migrazioni del Novecento.
Al primo modulo più teorico, strutturato in lezioni frontali per fornire le basi della storia delle donne e di genere, è infatti seguita una fase di partecipazione attiva, nel corso della quale gli studenti “volenterosi, hanno intervistato alcune donne immigrate che vivono nel loro stesso paese: i testi raccolti sono poi stati analizzati in classe”. Non a caso, per il corso monografico la Badino ha proposto il suo libro “Tutte a casa? Donne tra migrazione e lavoro nella Torino degli anni Sessanta” edito nel 2008 da Viella, Roma: si tratta della tesi di dottorato con cui ha vinto la prima borsa di studio su differenze di genere e tematiche di pari opportunità, promossa dalla Commissione Regionale Pari Opportunità nel 2007.
Il programma del 2007-2008
Il corso è previsto anche in questo anno accademico, anche se non è ancora stato designato un docente.
UNIVERSITÀ DI TORINO. Liliana Ellena è contenta di come gli studenti abbiano accolto il corso, che quest’anno è partito nel primo semestre, con partenza a novembre: “Mentre nel 2007-2009 c’erano stati notevoli difficoltà legate al fatto che il corso fosse stato attivato dopo la chiusura del carico didattico, quest’anno la partecipazione è stata davvero inaspettatamente numerosa e alle prime lezioni hanno partecipato più di 50 tra studentesse e studenti”.
Il corso, presso la laurea triennale di primo livello in Comunicazione interculturale, è aperto a tutti i corsi di laurea, vale 10 crediti formativi ed è suddiviso in due moduli. Il primo modulo, dal titolo Donne e uomini nella storia delle società contemporanee, si proponeva di introdurre categorie e strumenti della storia delle donne e di genere affrontando i principali mutamenti politici e culturali che hanno segnato le relazioni di genere in Europa dalla seconda metà dell’800 ai giorni nostri.
Il secondo modulo, Genere, confini e immagini dell’alterità nella storia europea coloniale e postcoloniale, affronta le relazioni tra i discorsi relativi al genere e alla sessualità e la costruzione delle immagini dell’alterità nella modernità europea, partendo dai principali contributi forniti al dibattito storiografico fino ad alcuni casi di studio relativi a storia coloniale, nascita del razzismo e dell’antisemitismo moderno, esperienza del totalitarismo e le più recenti identificazioni culturali emerse nel contesto nei processi migratori.
Il programma del primo modulo
Il programma del secondo modulo
UNIVERSITÀ DEL PIEMONTE ORIENTALE – SEDE DI VERCELLI. Qui due docenti si sono occupate di moduli distinti.
Elena Petricola, docente a contratto di Storia contemporanea all'Università di Torino e docente a contratto di Storia delle donne in età moderna e contemporanea a Vercelli, è ottimista: “L'anno scorso ho avuto una decina di iscritti, fatto che abbiamo attribuito alla denominazione un po’ oscura del corso e al fatto che fosse il primo anno di attivazione. Spero molto meglio per questo anno accademico. Il corso si svolgerà nel secondo trimestre, dal 7 gennaio al 13 marzo 2009”.
Il corso di Storia delle donne in età moderna e contemporanea, aperto a tutti i corsi di laurea, avrà per tema Identità di genere e stereotipi tra Ottocento e Novecento, che ha come obiettivo un approfondimento sul lungo periodo del modo in cui i modelli di femminilità e maschilità si sono (e sono stati) definiti, sono stati utilizzati e hanno agito in maniera normativa sui comportamenti. Temi interessanti saranno la concezione della famiglia e della cittadinanza, il rapporto con il lavoro domestico ed extradomestico, l’uso e le rappresentazioni del corpo, gli affetti, la sessualità.
Dal punto di vista metodologico una delle novità di questo corso sarà la proposta di un approccio più diretto alle fonti per avvicinarsi ai linguaggi e alle immagini dei modelli di femminilità, dei comportamenti, della materialità della vita quotidiana nei diversi momenti storici.
Programma del corso
In ognuno dei due anni accademici, il secondo modulo è stato tenuto da Graziella Bonansea, con il corso di Storia delle donne. Quest’anno il corso, che si è svolto nel primo semestre, si è focalizzato sulla storia del 900, in particolare sulla cultura della guerra: non a caso uno dei testi della bibliografia d’esame s’intitola Donne dell’Olocausto (Scelta di saggi tratti dal testo di Dalia Ofer, Lenor J. Weitzman, Firenze, Le Lettere 2001).
Per quanto riguarda invece il 2007-2008, “la risposta degli studenti è stata buona – commenta la docente –: hanno partecipato in circa 40-50, buona parte dei quali over 30”. In questo caso la storia delle donne è stata affrontata in modo più ampio, puntando su sentimenti, corpi e passione politica nella soggettività femminile fra Ottocento e Novecento.
Programma 2007-2008
Programma 2008-2009
Il resoconto dimostra che i corsi di storia delle donne e di genere possono funzionare negli atenei, e stimolare dibattito su tematiche spesso considerate poco importanti o non considerate per motivi culturali. Come hanno sottolineato molte docenti che si occupano della materia nell’insegnamento come nel loro lavoro di ricerca, è però necessario che diventino parte integrante del programma curricolare degli studenti, al pari di tutti gli altri corsi. L’intervento della Commissione Regionale Pari Opportunità non può che essere di incentivo anche in questo senso.
La relazione conclusiva della Commissione sui corsi attivati nel 2007-2008 (PDF, 367 KB)